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Sfruttare l’energia solare, a basso costo ed ecologica, mediante facciate fotovoltaiche: è questo lo scopo di uno studio, durato quattro anni, che ha visto protagonista l’azienda di Provaglio d’Iseo Aqm, una serie di partner e la Provincia di Brescia in qualità di finanziatrice parziale e principale del progetto.
L’idea nasce direttamente in Aqm, grazie ai lavori per la realizzazione della nuova sede dell’azienda che, a giugno 2003, mettono in evidenza quanto le vetrate della facciata della palazzina uffici fossero causa di numerose problematiche legate alla penetrazione del calore solare ed all’eccessiva luminosità con conseguente richiesta di notevoli sforzi economici, in termini di impianti di condizionamento, vetrocamera, tende e veneziane.
La ricerca di una soluzione è stata, così, lo stimolo per avvicinarsi al fotovoltaico e studiare soluzioni, mediante il progetto di una struttura edilizia sviluppata in termini di robust design, che riducessero i costi di questo genere di impianto, normalmente caratterizzato da una serie di svantaggi che ne limitano l’utilizzo.
Gli obiettivi erano sostanzialmente tre: la drastica riduzione dei costi di impianto fotovoltaico, la salvaguardia dell’estetica degli edifici e dell’ambiente ed, infine, un impiego di materiale che non fosse inquinante oltre che di facile riperimento.
I risultati dello studio sono risultati particolarmente soddisfacenti: utilizzando film sottile di silicio amorfo rispetto agli attuali impianti di silicio mono e policristallino, i costi sono stati dimezzati mentre l’aspetto esteriore rimane inalterato.
Tra i numerosi pregi della soluzione adottata ci sono, tuttavia, anche delle controindicazioni in particolare legate alla necessità di una superficie doppia rispetto agli impianti in mono e policristallino, giustificata dinnanzi ad elevati volumi di produzione.
Lo studio, che sarà presentato in Aqm il 23 novembre, ha visto la partecipazione di Enea, Politecnico di Milano, Stazione sperimentale del Vetro, Ucsc (facoltà di fisica della materia), Politecnico di Torino e la Facoltà di ingegneria dell’Università di Brescia, in qualità di partner scientifici, mentre Gefran, Metra, Palazzoni e studio Cancellerini hanno fornito l’apporto tecnico industriale.
La Provincia di Brescia, comprendendo l’importanza del progetto sia dal punto di vista energetico che da quello ambientale è intervenuta, grazie ad un protocollo d’intesa firmato il 14 dicembre 2005, come principale finanziatore del progetto, valutato intorno a 1.984.500 euro, grazie ad una serie di contributi corrispondente al 47,7% della cifra totale.
Per il prototipo dimostrativo è stata scelta la fattoria Arcobaleno dell’ing Zucchi, che si pone l’obiettivo di una totale autosufficienza energetica: i vari impianti, compreso il fotovoltaico, saranno pronti entro fine mese.
“Tutela dell’ambiente ed una drastica riduzione dei costi di produzione di energia non possono lasciare indifferente un’amministrazione che vuole il bene dei suoi cittadini, imprescindibile dalle condizioni ambientali del luogo dove si vive. Ritengo, quindi, che questa ricerca di Aqm non solo rappresenti un passo avanti da questo punto di vista ma sia il punto di partenza per un nuovo modo di sfruttare l’energia solare, risultato di un’evoluzione tecnologica nella quale Brescia, spesso, rappresenta l’avanguardia” ha sottolineato il vicepresidente della Provincia di Brescia Aristide Peli.
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