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domenica 22 luglio 2018 | 16:25
 Edizione del 20/11/2017
 
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Difesa e tutela dell’amministratore di condominio
Nei giorni scorsi all’Hotel Industria di Via Orzinuovi a Brescia, di fronte ad un folto pubblico di Amministratori condominiali e operatori del settore immobiliare, è stata presentata la nuova Associazione di categoria ACAP- Brescia
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Difesa e tutela dell’amministratore di condominio
( VERSIONE TESTUALE )

L’acronimo ACAP, indica l’Associazione Condominiale Amministratori e Proprietari, la cui sede nazionale è a Napoli e le cui sezioni provinciali sono sparse in tutto il territorio nazionale. A fare da padrone di casa è stato il Presidente della sezione bresciana Dr Caratozzolo Raffaele, noto dottore Commercialista ed altrettanto noto Amministratore di Condominio, dall’Alta, Media e Bassa Valle Trompia alla città di Brescia, dal lago di Garda ad altre città della Lombardia su incarico del Tribunale di Brescia. Ed è proprio al Presidente Caratozzolo che rivolgiamo alcune domande, anche a nome dei tanti lettori che seguono il nostro periodico e la rubrica che ospitiamo mensilmente (a pag. 2 ndr)
Dr Caratozzolo cos’è l’ACAP?
L’ACAP è una associazione di categoria a difesa e tutela dell’attività di amministratore di condominio e dei proprietari immobiliari. Ne cura la formazione e l’aggiornamento continuo, vigila sulla deontologia dei propri associati, gestisce un importante Centro Studi Nazionale, collabora con altre realtà dei vari settori, sia a livello provinciale, sia a livello regionale ed ovviamente anche a livello nazionale.
Ma perché si è sentita l’esigenza di un’altra associazione di categoria, vista la presenza di altre associazioni similari, più o meno importanti?
Premetto che l’ACAP non è una nuova Associazione, in quanto esistente già dal 1999, ciò che è nuovo è l’estensione più organica e razionale delle varie provinciali. In un primo tempo l’Associazione, pur prevedendo nel proprio Statuto la delocalizzazione e l’autonomia delle sezioni periferiche, aveva accentrato attorno alla propria sede i vari iscritti, e lo stesso si era fatto per gli iscritti residenti anche fuori di essa. Con l’aumentare degli iscritti e la richiesta crescente di adesioni, si sono attivate e formalizzate le varie sezioni provinciali. Su indicazione dello stesso Presidente nazionale, Avv. Nunzio Costa, ho ricevuto l’incarico di istituire sezioni provinciali in otto provincie lombarde, tra cui Brescia, che ha iniziato ufficialmente il proprio autonomo cammino. Le altre seguiranno a breve termine.
Dr Caratozzolo, cosa ha di diverso l’ACAP per cui gli operatori del settore condominiale e immobiliare, dovrebbero preferirla ad altre, magari più radicate nel territorio e più importanti, se non altro, nei numeri di iscritti ?
La nuova realtà bresciana dell’ACAP, nella sua struttura e contenuti non è diversa dalle altre esistenti sul territorio, ma si distingue da tutte, almeno negli obiettivi che ci si prefigge di perseguire, nella non politicizzazione delle proprie direttive, nella più ampia partecipazione degli stessi associati non solo alla vita associativa, ma anche e soprattutto al suo sviluppo organizzativo e decisionale. La sezione bresciana, come per altro tutte le altre, non sono alla stregua di una Società, dove a decidere sono gli Organi direttivi, ma sarà, tanto per stare in tema dell’oggetto sociale, un condominio, dove l’Amministratore (Presidente – Vice Presidente e Segretario) metteranno in esecuzione le delibere ordinarie e straordinarie decise dai propri iscritti. Ovviamente l’Associazione è apolitica, sia nel senso largo del termine, ma anche in quello più ristretto, ove nessuno e a nessun livello si prefigge di “imporre” alcunché ad alcuno, o di fare norme che possano essere, di fatto di impedimento/complicazione e non di facilitazione per i propri aderenti. In sintesi, tutti saremo responsabili, nel bene e nel male, di tutto ciò che si metterà in atto. Un altro aspetto, non meno importante, per cui si dovrebbe scegliere l’ACAP come propria associazione di categoria è il costo annuo di iscrizione, in funzione dei servizi offerti. La quota per il 2018 sarà di Euro 250 comprensiva del corso on-line di aggiornamento continuo (ai sensi del D.M. 140/2014), mentre per coloro che iniziano l’attività di amministratori, la quota sarà di Euro 350 comprensivo del corso (sempre on-line) base e propedeutico alla professione. Per chi si iscriverà entro il 2017 l a quota sarà di Euro 200 al posto di Euro 250. Nella quota di iscrizione è inclusa l’assicurazione dell’Amministratore, gli aggiornamenti periodici su materie di interesse comune, con particolare riferimento all’aspetto fiscale/tributario e contributivo.
Dr Caratozzolo, perché la sede provinciale è a Gardone Val Trompia?
Primo perché Gardone VT non è un’altra provincia diversa da Brescia, e secondo perché era necessario formalizzare la costituzione dell’Associazione periferica nel più breve tempo possibile. Non è difficile ipotizzare che, spero anche prima di fine anno, la sezione avrà una propria sede proprio a Brescia.
Dr Caratozzolo, mi permette di farle una domanda più che critica, provocatoria?
Certamente si, anche perché mi immagino quale possa essere.
Lei Dr Caratozzolo, fino all’anno scorso, se non sbaglio, è stato presidente provinciale dell’ ANACI, sezione di Brescia: come mai è uscito dall’Associazione indubbiamente più conosciuta sul territorio nazionale, per approdare in una che, con tutto rispetto, è alquanto sconosciuta?
Contrariamente a quanto si possa immaginare, ringrazio per questa domanda, che non ritengo né critica e né tanto meno provocatoria, ma semplicemente di chiarimento. È vero, io sono stato Presidente Provinciale di ANACI- Brescia e ho rimesso il mio mandato nel maggio del 2016. In ANACI ho cominciato la mia attività di Amministrazione di condominio, a latere di quella originaria e sempre attuale di commercialista, e in essa ho appreso tante e tante cose. Ad essa, nello stesso tempo, ho dato tanto in modo del tutto disinteressato e solo per il soddisfacimento delle esigenze dei miei colleghi/associati. Purtroppo, come spesso accade, arriva un momento in cui non si condividono indirizzi politici e non si trova più quella condivisione di idee con i collaboratori dei vari livelli dell’organizzazione. Il restare, quindi, sarebbe stato un atto di ipocrisia verso le mie idee e per tutto ciò verso cui ho combattuto nella mia vita, nel bene e nel male. Ho quindi deciso di chiudere un capitolo e, nello stesso tempo, di aprirne un altro.
Questo però, se non comprendo male, è un ripartire da zero, è così?
È proprio cosi: a 68 anni compiuti da poco, mi rimetto in gioco ricominciando un percorso sin dalla sua base. È una sfida e, come tale, mi affascina perché, nonostante la mia non tenera età, mi entusiasmo ancora e spero di trasmettere il mio entusiasmo a chi deciderà di seguirmi.

Piero Gasparini


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