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martedì 21 agosto 2018 | 19:40
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La storia di una grande squadra italo-brasiliana: il Cruzeiro
Ogni volta che il nome "Brasile" compare da qualche parte è normale che molti possano pensare subito allo sport che ha reso il paese sudamericano famoso nel mondo ovvero il calcio
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La storia di una grande squadra italo-brasiliana: il Cruzeiro
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Tuttavia, la forte influenza degli italiani emigrati in Brasile influenzò persino questo aspetto. In Italia ci sono tanti appassionati di calcio, e gli emigrati già a quell’epoca portarono con loro questa passione, che fu utile non solo a ravvivare il legame tra emigrati e nativi, ma anche per affermare l’identità della comunità italiana sempre più presente in Brasile. Allora in che modo gli italiani influenzarono il calcio brasiliano? Gli italiani fondarono delle squadre importantissime che oggi sono tra le più celebri del paese. Adesso cerchiamo di conoscere specificamente la storia di una di queste famose squadre italo-brasiliane, il Cruzeiro.
La squadra fu fondata a Belo Horizonte, una città che all’epoca aveva meno di 30 anni di esistenza, progettata per diventare il capoluogo della provincia brasiliana di Minas Gerais. Sin dal periodo della costruzione della città, fra il 1893 e il 1897, la presenza italiana era nota, dal momento che gli emigranti aiutarono nei vari ambiti lavorativi richiesti per una città in formazione. Con una forte comunità italiana a Belo Horizonte, si vide allora la creazione di tante associazioni e società italiane con lo scopo di unire gli emigrati ed i loro discendenti. Non passò molto tempo prima che fosse creata una società dedicata allo sport.
Già nel 1910, i calciatori italiani componevano parte considerevole di una squadra di Belo Horizonte, lo Yale Atlético Clube. Ma lo Yale avrà dei problemi interni, al punto che fallirà già nel 1930. Alcuni di questi italiani dello Yale, desiderosi di formare una squadra al 100% italiana, decisero di lasciare lo Yale per fondare, nel 1921, la Società Sportiva Palestra Italia, il futuro Cruzeiro. Infatti l’iniziativa di creare una squadra e anche il suo nome furono un’ispirazione di un’altra Palestra Italia che esisteva da prima: quello fondato dalla colonia italiana a San Paolo, nel 1914.
Il Palestra di Belo Horizonte aveva i colori della bandiera italiana sullo stemma e sull’uniforme. All’inizio, soltanto chi aveva l’origine italiana poteva giocare in squadra, ma con gli anni furono accettati calciatori di tutte le origini. E diversamente dagli altri club più tradizionali della città, il Palestra aveva nel suo gruppo membri del ceto più umile della città, cioè gli operai. La sede della squadra era, e ancora lo è ad oggi, presso Barro Preto, un quartiere che all’epoca era abitato tipicamente dagli italiani, in una zona lontana da quelle più nobili. La fondazione del Palestra a Belo Horizonte fu sostenuta dalla comunità italiana locale, che diede il suo appoggio tramite i commercianti e gli industriali. E il Palestra cercò anche di sostenere la comunità, tramite la promozione e l’ausilio alle festività della cultura italiana nel capoluogo di Minas Gerais. Il Palestra nei primi anni non aveva una sede propria dove il direttivo poteva riunirsi, ma fu un’altra società italiana di Belo Horizonte che concesse loro uno spazio: la Società Italiana di Beneficenza e Mutuo Soccorso. È notevole come la colonia italiana era abbastanza organizzata e partecipe alla vita della città. Nel 1923, in occasione dell'inaugurazione dello stadio del Palestra nel Barro Preto, fu organizzata una festa durata ben sei giorni. Ovviamente tutti gli italiani furono invitati dal club. Nella programmazione, oltre alle partite di calcio contro altre squadre, si tennero anche delle celebrazioni con la partecipazione dei “Giuseppi Verdi” un gruppo musicale di Belo Horizonte formato solamente da italiani. Uno dei momenti più memorabili di questa festa fu senza dubbio la partita contro un’altra famosissima squadra brasiliana, il Flamengo di Rio de Janeiro. La partita terminò sul 3-3.
Con l’interesse per la squadra appena fondata, la società sportiva ebbe una crescita nel suo numero di soci. Le prime conquiste furono 3 Campionati di Minas Gerais, ovvero il Campionato Mineiro, di seguito, nel 1928, nel 1929 (imbattuto) e anche nel 1930 (imbattuto). È da sottolineare che già in quest’epoca esistevano le acquisizioni intercontinentali e il Palestra Italia di Minas ebbe dei calciatori che si trasferirono in Europa. La Lazio, la squadra biancoceleste di Roma, fu uno dei club che importò un notevole numero di calciatori italo-brasiliani. Infatti la loro massiccia presenza ha creato persino il termine “Brasilazio”, usato per definire la Lazio dal 1931 al 1935. Una famiglia italo-brasiliana che ha formato tanti calciatori ebbe un legame particolare con la Lazio. João Fantoni, Octavio Fantoni e Leonídio Fantoni militarono nel Palestra Italia a Belo Horizonte, dov’erano soprannominati Ninão, Nininho e Niginho. I tre furono acquistati dalla Lazio, dove fecero carriera per qualche anno, sebbene a Roma fossero chiamati Fantoni I, Fantoni II e Fantoni III.
Il Palestra Italia in pochi anni di vita era già riuscito ad avere un posto fra le squadre protagoniste della scena sportiva locale e, più di una società sportiva, il Palestra ora diventava un orgoglio per gli italiani di Belo Horizonte: divenne una vera forma di espressione di una cultura straniera che si era affermata sempre di più, sin dalla costruzione della città.
Ma in che modo il Palestra divenne il Cruzeiro? Accadde durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942, il governo del Brasile dichiarò guerra all’Asse e vietò qualsiasi tipo di allusione ai paesi nemici nel suo territorio. Quindi il Palestra Italia fu costretto a cambiare il nome e scelse di forma provvisoria il nome Palestra Mineiro. Dopo un periodo di decisioni, il direttivo scelse definitivamente il nome Cruzeiro, cioè la Croce del Sud, l’inconfondibile costellazione dell’emisfero Sud e che è anche il simbolo del Brasile stesso, poiché la Croce del Sud è presente nella bandiera brasiliana. Il Palestra cambiò anche lo stemma ed i suoi colori: adesso il simbolo del club sono le 5 stelle della costellazione e il colore blu compare al posto del verde, del bianco e del rosso. La scelta del blu fu casuale? Niente affatto. Fu esattamente ispirata alla nazionale italiana di calcio, che ha il blu come colore dell’uniforme.
Come Cruzeiro, la squadra non smise mai di crescere non solo a Minas Gerais, ma anche in Brasile. Fra le sue grandi conquiste nazionali, il Cruzeiro è l’unico club brasiliano che può vantare di aver vinto il mitico Santos di Pelé. Fu nel 1966, in occasione della finale del campionato nazionale dell’epoca. Il Cruzeiro vinse sia l'andata a Belo Horizonte per 6 a 2, sia il ritorno a Santos per 3 a 2. Fu la prima volta che il Cruzeiro conquistò il campionato. Nel 2003, il Cruzeiro divenne l’unica squadra del Brasile a conquistare la tripla corona, titolo conferito ai club che riescono a vincere 3 campionati diversi nello stesso anno. Anche fuori dal Brasile, il Cruzeiro ha vinto 2 volte la Libertadores, cioè la “Champions League dell’America”, nel 1976 e nel 1997.
Il Cruzeiro è uno dei più grandi club brasiliani ed è il più grande club di Minas Gerais nel numero di conquiste e anche nel numero di tifosi: ad oggi, sono 8 milioni i “cruzeirenses”, la sesta squadra con più tifosi in Brasile. Il club non è mai retrocesso in Serie B, un traguardo veramente complicato, dato che in Brasile soltanto più altre 3 squadre sono riuscite finora a non retrocedere mai. E la sua grandezza non è solo nel calcio, perché il Cruzeiro ha anche una squadra di pallavolo, una di football americano e una di corsa atletica.
Gli italiani che fondarono il Palestra Italia, diventato Cruzeiro, hanno sognato una società sportiva che fosse in grado di rappresentare la forte colonia italiana a Belo Horizonte. E sono riusciti a fare molto di più. Perché la loro squadra non solo divenne presto parte dell’identità italiana di Belo Horizonte, ma ora rappresenta l’identità della propria città e dei suoi 8 milioni di appassionati sparsi per tutto il paese. Il passato italiano del Cruzeiro si nasconde nel suo colore blu e nelle 5 stelle dello stemma, un passato indispensabile per la cultura quotidiana di una delle città più importanti del Brasile.

Pedro Andrade
Ricercatore e Collaboratore del “Ponte Culturale Italia – Brasile”
Sandra Bandeira Nolli


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