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lunedì 25 giugno 2018 | 02:14
 Edizione del 21/05/2018
 
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GOCCE DI STORIA
ricerche e proposte di tradizioni e cultura locale a cura di Ados Fiordeo Sedaboni
Leggi l'articolo completo in forma testuale ( clicca qui )



GOCCE DI STORIA
( VERSIONE TESTUALE )

Vendita di un pezzo di terrea, chiamata
“L’ Acqua morta”

1780 agosto 10

Il Signor Pietro fu Giacomo Ghidinelli di Lodrino vende al signor Domenico figlio di Santo Raza di Lavone una pezza di terra “privata, arboriva e boschiva situata sopra il territorio deò Comune di Pezzaze, chiamata l’ Acqua morta” e situata tra il fiume Mella e la strada Valeriana, “con tutte le sue ragioni di alloggiamenti, ingressi , regressi aque, aquedotti “ al prezzo di piccole lire 10500.

Un aiuto agli abitanti di Pezzaze

1790 dicembre 7

Il Consiglio comunale di Pezzaze delibera di provvedere ad una “dispensa” di lire 5 Piccole per bocca, cioè per ogni abitante, da effettuarsi nel mese di marzo dell’anno 1791.

Per il pilone del mulino di Mondaro

1792 luglio 27

Il Consiglio considera l’opportunità di restaurare il pilone del mulino di Mondaro “che sostiene le Canali del Molino stesso; come pure anche di fare le Canali nove che conduce l’acqua alle Rote”; delibera, con incarico al console Battista fu Pietro Antonio Gabrieli, di far fare da “ Maestri probi nell’arte quella opra si nel muro medemo come nelle canali stesse e con quella solecitudine ed assistenza necessaria per ridure l’opra a perfescione.

Deliberazione per il prelievo e la vendita del miglio Concesso ai Comuni valligiani

1794 maggio 5

Il Consiglio comunale di Pezzaze si occupa del prestito di 500 some di miglio, ottenuto dalla Comunità di Valle Trompia dal Serenissimo Principe di Venezia. Questo miglio eve essere ripartito tra i singoli Comuni valligiani. Rilevando quanto sia gravoso il prelievo di questa risorsa alimentare a spese della Comunità di Pezzaze trovandosi “ammassata” presso i depositi del castello di Brescia, il Consiglio comunale delibera di farne vendita, per la parte di propria spettanza, mediante pubblico incanto, al prezzo di lire 33 òa soma, come fissato dalla Valle.

Per il ponte “sopra la Morina”

1796 dicembre 31 “giorno feriale”

Il Consiglio comunale discute del fatto che per disgrazia è “ cascato all’improviso il ponte Capitale che passa sopra la Morina nella Contrada di Mondaro”; perciò delibera di incaricare i consoli Giovanni Maria bregoli “Botami” e Lorenzo figlio di Antonio Porteri Grisetto di procedere a “vendere la tale opera provizionalmente a professione”, cioè ad appaltare i lavori a persone adatte.


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