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giovedì 13 dicembre 2018 | 06:20
 Edizione del 21/05/2018
 
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Un’esperienza di pastorale missionaria
La notizia si è sparsa: “Padre Tarcisio ha trascorso la Settimana Santa e quindi anche la Pasqua in crociera! Fortunato lui !” Sì, rispondo, ho trascorso la Settimana Santa in crociera su una nave MSC orchestra!
Leggi l'articolo completo in forma testuale ( clicca qui )



Un’esperienza di pastorale missionaria
( VERSIONE TESTUALE )

A dire il vero questa è la seconda crociera che faccio. Per il Natale scorso infatti, all’invito della responsabile della Federazione nazionale della Stella Maris di Taranto, la Signora Marisa Metrangolo, avuto il consenso decisivo del mio Superiore Religioso, accettai. Questo servizio di assistenza religiosa ai naviganti è un impegno che la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) tramite la Stella Maris, favorisce per assicurare l’assistenza spirituale ai marittimi.
Alla richiesta della Sig.ra Marisa Metrangolo quindi, con un po’ di titubanza risposi che mi mettevo a disposizione per vivere una realtà nuova, memore anche dell’impegno che mi sono dato nella mia vita missionaria: “Non dire mai non tocca a me!” (Beato Giuseppe Allamano)
A Natale furono tre i giorni trascorsi in nave.
Dovete sapere che queste navi ospitano oltre sette mila passeggeri, più mille e cinquecento addetti ai lavori ed ai vari servizi. I passeggeri provengono da tutto il mondo e quindi è necessario parlare almeno un’altra lingua europea. Conoscendo l’inglese e ricordandomi la parola del mio Superiore Religioso: “vai!”, accettai di trascorrere in crociera anche la Pasqua 2018. L’esperienza di Natale mi indusse a preparare in anticipo i canti necessari per le celebrazioni.

Imbarcato il Lunedì Santo a Genova, mi misi subito in contatto con le varie organizzazioni della nave, anche per sapere i giorni e gli orari delle celebrazioni liturgiche. Nel tratto di navigazione tra Marsiglia e Barcellona compresi che dovevo essere disponibile per il sacramento della confessione. Con il programma e gli orari consegnati nottetempo a tutti i passeggeri mi resi conto che avrei pas-sato ore e ore per il sacramento del perdono con la specificazione delle categorie dei penitenti. I primi in lista, provenienti da diverse parti del mondo (europei, africani, pachistani, indiani, tantissimi filippini) erano gli addetti ai lavori di assistenza ai turisti. Lasciata Barcellona, mentre la nave navigava verso Casablanca, le ore trascorse ad assolvere non si contavano. Esperienza faticosa, gioiosa e gratificante fino alla commozione: “Padre, sono cinque anni, …. due anni, un anno, …. che attendo un sacerdote per confessarmi!” e dicendo questo mi abbracciavano.
Così trascorsi il Mercoledì e il Giovedì Santo. Pensavo, oggi Giovedì Santo, troverò il tempo per celebrare la Santa Messa nella Cena del Signore e fare memoria del mio sacerdozio. Nel programma invece vi era il tempo per le confessioni del personale. Tantissimi cattolici si accostarono al sacramento del perdono, invece diversi protestanti: inglesi, tedeschi e francesi, vollero accostarsi per una imposizione delle mani con una breve preghiera.
Finalmente nel programma del Venerdì Santo in una grande sala con palco, alle ore tre del pomeriggio ci fu la Santa Messa nella Cena del Signore e la Liturgia della Passione del Signore. Celebrai la Santa Messa con le letture in spagnolo, francese, tedesco, inglese ed italiano. Tra i turisti trovai aiuto per le letture e la distribuzione della Santa Comunione. Ritiratomi in serata in cabina, ringraziavo il Signore che, pur non essendo sotto il peso della croce, mi sentivo quasi alla fine delle forze.
Intanto arrivò il Sabato Santo. In programma: benedizione pasquale di tutta la nave. Benedetto un bel secchio d’acqua, iniziai a spargere l’acqua lustrale in tutti i vani della nave: uffici, i vani dei vari laboratori, i molteplici ristoranti e i luoghi di svago. Nonostante i vari ascensori per andare su e giù, a sera mi sentivo arcicontento ma con le mie 79 primavere anche “stanchetto”. Ma la giornata non era terminata. Alle ore 23,30 dovevo dare inizio alla Santa Messa della Risurrezione nel grande anfiteatro con posti a sedere per oltre due mila persone.
Con le ultime forze organizzai la celebrazione. Il tecnico aveva e sapeva il tempo e che cosa proiettare. Trovai gli aiutanti per le letture in diverse lingue e per distribuire la Santa Comunione.
Avevo scelto come canto introduttivo Jesus Christ our life, come canti fissi la “Missa luba” e come saluto finale l’Alleluia di Handel. Toccante fu la rinnovazione delle promesse battesimali e la benedizione con l’acqua santa che ne seguì. E proprio per la benedizione con l’acqua dovetti lasciare il palco e l’altare per poter benedire anche i più lontani che erano desiderosi di riceverla.
Nel giorno di Pasqua c’era in programma alle ore 10 la celebrazione Eucaristica. E mentre la nave navigava verso Santa Cruz Tenerife mi fu facile ripetere la celebrazione vissuta durante la notte cambiando solo le letture. Ma ebbi una bella sorpresa. Nella preparazione della celebrazione nell’anfiteatro vi erano circa duecento persone, ma essendo il cielo nuvoloso e quindi impossibilitati a prendersi la tintarella, mi vidi tutti i posti a sedere disponibili, occupati da questi crocianti.
Giunti al mattino al porto di Tenerife dovetti sbarcare e correre verso l’aeroporto e quindi volo per Madrid, per Fiumicino e Brindisi e poi alla mia sede di Martina Franca.
Dopo questa esperienza pastorale, dimenticata da tanti e giudicata male pure da altri per ignoranza, posso affermare che è stata un’esperienza che mi ha arricchito e il Signore ha riempito di gioia pasquale tantissimi nostri fratelli e sorelle. Veramente il Signore è grande e le sue vie non sono le nostre. Il suo amore non ha limite ed è sempre illimitato.

P. Tarcisio Foccoli
Missionario della Consolata

foccoli.tarcisio44@gmail.com
tfoccoli@consolata.net

P.S. Padre Tarcisio Foccoli di Lodrino Valtrompia sarà con noi alla fine del mese di Giugno. I lettori de IL VALTROMPIA - IL GIORNALE DELLA VALTROMPIA (ed i lodrinesi in particolare) lo stanno attendono con gioia


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