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mercoledì 14 novembre 2018 | 04:52
 Edizione del 21/06/2018
 
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''GOCCE DI STORIA''
ricerche e proposte di tradizioni e cultura locale a cura di Ados Fiordeo Sedaboni
Leggi l'articolo completo in forma testuale ( clicca qui )



''GOCCE DI STORIA''
( VERSIONE TESTUALE )

Problemi sociali della vita bresciana
negli anni del 1500-1600
Nelle valli è più difficile colpire e disperdere facinorosi e malfattori; perciò il triste fenomeno si diffonde agevolmente. Quanto siano profonde e lontane le sue radici è provato dallo Statuto di Valtrompia, edito nel 1576. Il legislatore assegna ai Comuni il compito di adoperarsi perché siano allontanati i banditi, i ladri, gli assassini e tutte le persone sospette che si trattengono più di cinque giorni nel loro territorio. Ogni Comune è ancora obbligato a tener custodia tutti coloro che siano stati dichiarati in arresto per ordine dei messi dei Rettori bresciani. Tanto grave appare già in quegli anni il problema della sicurezza pubblica che se un Comune manchi ai suoi doveri in questa materia perde il diritto di partecipare al Consiglio di Valle.
Le sentenze che concludono i processi celebrati per questo periodo sono pronunciate tra il 23 settembre e il 7 novembre del 1600.
Le pene sono severe; ma i contemporanei non ne rimangono particolarmente colpiti perché, come opportunamente osserva Leonardo Mazzoldi: “...troppo facile era allora, e specialmente per gli appartenenti alle più cospique famiglie, il liberarsi da una condanna, e non troppo disagevole lo scontarla, quando la condanna consisteva in qualche anno di relegazione in una cittadina dell’Istria o della Dalmazia”.

La situazione economica in VALTROMPIA (1609-1645)
Il comune di Pezzaze comprende a sua volta le terre denominate <>
A Pezzaze si contano 300 fuochi, 500 anime utili e 1400 fra vecchi, donne e bambini, La popolazione si avvicina perciò alle duemila unità. Il Catastico si allunga più del solito a parlare di Pezzaze. Dopo aver nominato un forno da ferro e cinque fucine grosse, per la sua lavorazione, e la produzione di << martelli, et simili instrumenti>> per l’agricoltura, accenna alle miniere d’argento di Pezzaze, Collio e Bovegno che, in tempi più antichi, erano in attività ma che, all’epoca della stesura del Catastico, risultano in uno stato di abbandono.
Quanto descritto sopra è tratto dal volume: ORDINATIONI ET REGOLE DELL’ILLVSTRISS. ET ECCELLENTISS. SIG. GERONIMO VENIER CAPITANO DI BRESCIA & suo distretto - Stampato nel dicembre 1978 - Redatto da Vincenzo Rizzinelli, Carlo Sabatti, Francesco Trovati.

La prima sepoltura nel nuovo
“campo santo” di Lavone
1811 ottobre 6 e 27-28
Camilla, moglie di Giovanni Amadini, “munita de SS.mi Sacramenti Penitenza Viatico e olio santo assistita da me Par.co, rende lo spirito a Dio in età d’anni 67. E mesi due alle ore 21 circa del 27 ottobre 1811 e viene sepolta il giorno seguente nel campo santo di nuova fabbricazione, e benedetto il 6 ottobre 1811 dal parroco don Bortolo Balduchelli, a ciò delegato dal Vicario Foraneo. Una nota a latere sinistro così recita: “Prima tumulata nel Campo Santo “

Caterina Richiedei nasce “al mulino di mezzo”
1821 agosto 23
Caterina, Figlia di Giuseppe richiedei di Giacomo Antonio, e Orsola di Giacomo Mondinelli, nata questa mattina 23 agosto al molino di mezzo alle ore sette,riceve il battesimo dall’arciprete di Pezzaze come da sua lettera. La madrina è Barbara Richiedei, zia paterna della neonata.


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