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lunedì 22 ottobre 2018 | 11:04
 Edizione del 18/09/2018
 
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Uno sguardo sulla situazione economica bresciana e non solo...
L’elegante sala del Ristorante “Carlo Magno” ha ospitato recentemente la prima conviviale del nuovo anno Rotariano. Infatti, sulla terrazza di Villa Arzaga, sotto uno spettacolare tramonto, il Presidente Pierpaolo Ghidini aveva ceduto il collare, ormai appesantito dagli anni, al suo successore Massimo Paccagnella
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Uno sguardo sulla situazione economica bresciana e non solo...
( VERSIONE TESTUALE )

Si era così concluso un anno bello ricco di incontri, iniziative ed eventi, che trovava degna continuità in questa prima serata, affidata ad un personaggio di spicco dell’imprenditoria bresciana: l’ing. Giuseppe Pasini attuale Presidente dell’A.I.B (allego in calce il curriculum). Eravamo più di cinquanta, tra soci, signore ed ospiti, a testimoniare l’importanza del relatore e l’interesse per i temi trattati. Il saluto alle bandiere, le presentazioni e i ringraziamenti di rito da parte del Presidente, già a suo agio nel nuovo ruolo, la cena e infine la parola all’Ing. Pasini, che, in modo semplice e sintetico, numeri alla mano, ha tracciato, per punti, un quadro sull’andamento dell’economia in Italia, con particolare riferimento alla realtà bresciana e triumplina. Il PIL dell’Italia, in lenta crescita (+ 1,5%) pur con qualche battuta d’arresto, è decisamente inferiore a quello di altre nazioni europee, complice l’instabilità politica che non ha favorito l’avvio di programmi di sviluppo a medio e lungo termine. Per contro Brescia, ed il contesto lombardo non hanno smentito la nomea di “locomotiva” dell’economia italiana, con una crescita del 3,3%. I numeri parlano di buona ripresa, ma, confrontati con quelli precedenti alla grande crisi 2008-2009 sono ancora inferiori del 12%. Nel settore manifatturiero le imprese bresciane sono molto forti e vantano, negli ultimi 2 anni un incremento di esportazioni del 9%, in Europa e nel mondo.
Oggi l’attenzione delle imprese europee ed anche lombarde, si rivolge con preoccupazione agli Stati Uniti che, con la nuova politica protezionista del presidente Trump, stanno minando gli equilibri dei mercati mondiali. Una politica che si muove su due fronti: da una parte, l’applicazione di pesanti dazi su alluminio e acciaio che potranno estendersi anche all’automotive, con pesanti ripercussioni sull’economia europea ma anche di casa nostra; dall’altra il “richiamo in patria” di grandi multinazionali americane con sedi dislocate in tutto il mondo, mettendo in atto una strategia di defiscalizzazione e incentivazione agli investimenti. Tutto ciò rappresenta un’ulteriore minaccia per la già debole economia italiana. L’unico modo per uscirne è, a detta del relatore, affidare alle imprese un ruolo centrale nella programmazione economica, con relativo incremento dei posti di lavoro, della produttività, del consumo e del benessere. Ormai da anni le imprese devono affrontare sfide sempre nuove per far fronte a tecnologie di produzione sempre più sofisticate dovendo così contare su personale qualificato: formazione e innovazione sono oggi il binomio prioritario. Per poter, infatti, “traghettare” le imprese verso le nuove rivoluzioni industriali imposte dal mercato (non ultima la digitalizzazione) è necessario investire in un’alta scolarità delle giovani leve e in un’alta formazione dei lavoratori.
A Brescia la disoccupazione giovanile oscilla intorno al 6,2% (in Italia è il 10,2%); uno dei motivi è lo squilibrio tra le richieste delle imprese e le offerte del territorio. Per colmare questo “gap” si rende indispensabile un’interazione programmatica tra il mondo della formazione professionale e il mondo dell’impresa. In questa direzione si sta muovendo l’A.I.B. ad es. creando un “tavolo” tra Università Statale, Università Cattolica ed Ufficio Scolastico Provinciale, per orientare i giovani verso studi che rispondano meglio alle richieste del mercato.
Infine, un riferimento più mirato alla realtà triumplina: un video breve ma significativo che illustra con dati, tempi e numeri l’accidentato e infinito percorso del progetto ormai ben noto di collegamento autostradale tra la A4 Serenissima e la Valtrompia. Una serie di ostacoli burocratici e politici ha bloccato il progetto dal 1998 comportando un’abnorme lievitazione dei costi. In questi 20 anni infatti gli imprenditori e i lavoratori triumplini hanno subito enormi perdite dovute ad una viabilità del tutto inadeguata. L’ing. Pasini concludeva il suo intervento rispondendo ad una interessante domanda del Presidente sul “GAP” tra la crescita italiana e quella tedesca.
La risposta è stata esaustiva, anche data la positiva esperienza imprenditoriale del relatore in Germania, e può essere sintetizzata in due concetti: stabilità politica e diversa cultura d’impresa. Il nostro ringraziamento all’Ing. Pasini che ha saputo catturare l’attenzione della platea argomentando in modo molto chiaro e concreto un tema tanto complesso.
È stata particolarmente apprezzata la conclusione del nostro Presidente Paccagnella che, prendendo spunto da un importante riconoscimento conferito recentemente a Roma all’ing. Pasini dal C.O.N.I., ha menzionato le parole di encomio espresse dal prof. Achille Fornasini illustre docente di Economia: “L’impegno di Pasini matura nell’organizzazione, nella costruzione metodica, nella valorizzazione delle persone, nella responsabilità sociale d’impresa e nella solidarietà, supervisionandone direttamente tutte le attività. È un uomo dotato non solo di capacità imprenditoriali distintive e di visione innovativa ma anche di spiccato umanesimo. Orgogliosamente ALPINO ed entusiasta sportivo con tutto ciò che ne consegue in quanto a concentrazione, ardore, abnegazione e sacrificio.
Giuseppe Martinazzi
(tratto dal Notiziario Settimanale del Rotary Club Valtrompia)


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